The Human Centipede 2 (Full sequence), recensione

The Human Centipede 2
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The Human Centipede vi ha segnato l’anima? Avete scoperto cose che non pensavate potessero esistere e che la malvagità delle persone può andare ben al di là di ogni ragionevole supposizione? Beh, provate invece a pensare di essere un minorato mentale e di aver visto il film, un film che parla dell’esercizio del potere e della violenza  sulle persone, e di voler provare ad emularlo e creare il vostro Human Centipede.

Intanto ecco il trailer di questo inquietante film.

La trama di The Human Centipede 2 racconta che Martin è un uomo ai margini della società, fisicamente repellente e minorato mentalmente è stato anche vittima, durante la sua sfortunata vita, di abusi sessuali da parte del padre e del suo medico. Malgrado questo ha un lavoro di guardia in un parcheggio sotterraneo di Londra in cui, nel tempo libero, guarda e riguarda il film The Human Centipede, tanto da avere un grosso centopiedi come animale domestico.

Martin ammira il potere e la violenza che il dottor Heiter esercita sulle proprie vittime e quindi decide di emularlo tramite la creazione del suo personale centopiedi umano, forse per riscattarsi, o forse perché ha il cervello bacato.
Sfruttando il suo lavoro, dove molte persone passano per il garage, spesso ad orari in cui non si incrociano altre persone, comincia una serie di rapimenti portando le vittime in un capannone affittato in una zona periferica, lasciandoli legati e in sua balia.
Ma la ciliegina sulla torta è Ashlynn Yennie, ovvero l’attrice protagonista della prima pellicola, che Martin riesce ad adescare tramite una finta proposta di lavoro.

A questo punto tutti i pezzi sono al loro posto e può cominciare l’assemblaggio. Dato però che Martin non è il dottor Heiter egli non usa strumenti raffinati come ago, filo e bisturi, ma strumenti più rozzi come martello, coltellacci e una graffettatrice. Ovviamente qualche elemento del centopiedi muore, ma alla fine il risultato potrebbe quasi considerarsi soddisfacente.

La gloria per Martin dura poco e scoppia una rivolta che tenta di reprimere in vario modo. Nel parapiglia, tra le altre cose, Ashlynn Yennie gli infila un imbuto nel culo e ci inserisce il millepiedi, mentre una delle vittime, incinta, da alla luce il figlio che però finisce ammazzato sotto al pedale dell’acceleratore della macchina con cui sta tentando di fuggire. Un po’ di splatter gratuito che non guasta mai.

The Human Centipede 2, il seguito che non delude

Sembra che Tom Six abbia immaginato fin dall’inizio la realizzazione di 3 film in sequenza, come un centopiedi e malgrado il successo limitato della pellicola, spesso censurata. Il trait d’union tra il primo e il secondo è che in quest’ultimo il primo è un semplice film. Questo stratagemma permette tra le altre cose di riciclare Ashlynn Yennie e sarà usato anche per il terzo film. Nulla di originale, ma la cosa funziona.

Inoltre la scelta di girare in bianco e nero rende il risultato ancora più inquietante limitando l’effetto splatter e concentrandosi sulla psicologia del protagonista Martin che rende il tutto veramente appassionante. Notevole poi il fatto che proprio Martin non dica praticamente nulla per tutto il film, lasciando spazio ai lamenti e alle grida delle sue vittime, risultando così un personaggio ancora più enigmatico.

The Human Centipede 2 è quindi ancora più psicologico del primo risultando allo stesso tempo meno scabroso, forse perché ormai ci siamo abituati all’idea del sistema digestivo unico, teoria medica 100% accurata, almeno secondo Tom Six. O forse perché l’attenzione del regista-produttore si sia rivolta ad altri aspetti. In ogni caso è un film caldamente consigliato dopo il primo. Magari non mentre si mangia.

Di Vincenzo Buttazzo

Lettore accanito di fantascienza, scrivo recensioni e brevi racconti che in alcune occasioni ho anche potuto vedere pubblicati.

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